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11 September
TORNA IL 6 e 7 OTTOBRE L’EUROBIRDWATCH, IL PIU’ IMPORTANTE EVENTO EUROPEO DEDICATO AL BIRDWATCHING.
http://www.lipu.it/news/no.asp?557 LIPU APRE OASI E RISERVE E ORGANIZZA EVENTI IN TUTTA ITALIA L’iniziativa ha il patrocinio di Federparchi e del Corpo Forestale dello Stato
Quest’anno sarà possibile partecipare all’evento anche nel Parco Fluviale del Tevere !
Il 6 e 7 ottobre, dalle ore 9.30 in poi, appuntamento con gli ornitologi presso l’Agriturismo Castello di Titignano.
Sarà l’occasione per osservare e conoscere non solo l’avifauna del Parco ma anche quella in migrazione, che in questo periodo, seguendo l’asse fluviale e i rilievi circostanti, si sposta nei quartieri invernali.
La partecipazione è libera, ma è gradita la prenotazione.
Presso l’agriturismo è possibile usufruire del servizio ristorante solo su prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni :
Agriturismo Castello di Titignano tel. 0763.308.000 info@titignano.it 19 July Al Conegno di Chiavenna "Birds numbers 2007, Monitoring for conservation and management" - 17th International conference of the Europea Bird Census Council, c'eravamo anche noi.
Un convegno molto partecipato dagli ornitologi di tutta Europa, ma non solo.
Erano presenti ricercatori da Israele, dall'America, dalla Turchia e ... dall'Umbria, che rappresentata dal dott. Velatta del Servizio Protezione Ambientele e Parchi della Provincia di Perugia ha presentato i risultati dei monitoraggi ornitologici effettuati dall 'Osservatorio Faunistico Regionale nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2005
Titolo della realzione: Monitoring of Breeding Birds in Umbria (Velatta F., Lombardi G., Sergiacomi U.)
Alcuni soci della nostra Associazione sono tra i ricercatori che hanno presenato il potser dal Titolo " Importance of small weetland for the autumn passage of migrants passerines in Mediterranean bacin" (Sorace A., Battisti C., Gustin M., Rossi F., Cecere J., Savo E., Demartini L., Duiz A., Riello S., Iavicoli D., Carmine R.) frutto del lavoro svolto in quattro differenti aree umide dell'Italia Centrale nel corso del 2005.
15 July
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UCCELLI INDICATORI UFFICIALI STATO SALUTE AMBIENTE
I volatili diventano non solo specie da proteggere ma dei veri e propri indicatori ufficiali dello stato di salute dell'ambiente. L'Unione Europea li ha inseriti infatti fra gli elementi di cui tener conto nel preparare i piani di sviluppo rurale, che in Italia sono redatti dalle Regioni. Anche di questo si parlera' al convegno di ornitologia piu' importante dell'anno, il Birds Numbers 2007 'Monitoring for Conservation and Management' che l'European Bird Census Council (Ebcc), il centro italiano studi Ornitologici, Lipu e associazione FaunaViva hanno organizzato a Chiavenna, in provincia di Sondrio, dal 17 al 22 aprile. L'incontro sara' quindi un'occasione per fotografare la situazione dei volatili in Europa e parlare del programma di monitoraggio pan-europeo. La situazione e' ''articolata'' come spiega Lorenzo Fornasari, il responsabile del progetto di monitoraggio italiano Mito, ma ci sono comunque dati comuni come la crisi degli uccelli che vivono nei campi. ''Certamente - dice - cresce il numero delle specie a rischio negli ambienti agricoli. Su 195 specie considerate in stato sfavorevole 116 sono associate proprio a questi spazi''. Spazi dove e' diminuito il numero di esemplari, anche se non il numero delle specie che anzi e' in aumento complice il cambiamento del clima (altro argomento che si trattera' nei tre giorni di simposi, tavole rotonde e workshop). Animali che ora nidificano regolarmente in Italia come l'airone guardabuoi fino a vent'anni fa si trovavano solo in Africa. ''In Italia - sottolinea Fornasari - negli ultimi 6 anni c'e' stato un calo del 9% dell'indice, in media con i dati europei. Ma il vero crollo, che c'e' stato, si e' verificato prima a partire dagli anni Ottanta''. (ANSA). 14 July
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BIODIVERSITA’: DIMEZZATI IN 25 ANNI GLI UCCELLI DEGLI AMBIENTI AGRICOLI
NUOVO STUDIO EVIDENZIA IL DEVASTANTE EFFETTO DELL’INTENSIFICAZIONE AGRICOLA IN EUROPA. A RISCHIO RONDINE, ALLODOLA E I PASSERI LIPU:
“Invertire il declino con nuove politiche agricole che rispettino l’ambiente”
Nuovo allarme per gli uccelli tipici degli ambienti agricoli che, in soli 25 anni in Europa, si sono pressoché dimezzati. La colpa è dell’intensificazione agricola, che compromette l’habitat di nidificazione e fa scomparire specie un tempo molto più abbondanti come Allodola, Passera mattugia, Strillozzo, Rondine e Balestruccio. Lo studio, reso noto da LIPU-BirdLife Italia, è relativo al programma europeo di monitoraggio sulle specie diffuse di uccelli, il Pan European Common Bird Monitoring Schemes (PECBMS) - elaborato dall’EBCC (European Bird Census Council), da BirdLife International, dalla Royal Society for the Protection of Birds e da Statistic Netherlands - e costituito da un insieme di indicatori di biodiversità tra i più completi in Europa. I dati, raccolti in 20 Paesi europei (compresi alcuni entrati di recente nell’Unione Europea) nel periodo che va dal 1980 al 2005, analizzano l’andamento delle specie diffuse, ossia quelle che non sono concentrate su territori delimitati ma sparse sul territorio. Di queste, le specie agricole (33 quelle prese in esame) soffrono più delle altre: in media, sono infatti calate del 44%. Per gli uccelli delle foreste, la diminuzione, nello stesso periodo di tempo a livello europeo, è stata pari al 9%. Le zone più colpite dal calo di specie sono state le foreste boreali del Nord Europa, investite dallo sfruttamento intensivo del legname. "I nuovi dati a disposizione - dichiara Patrizia Rossi, Responsabile Agricoltura LIPU-BirdLife Italia – dimostrano gli effetti negativi su habitat e specie provocati da decenni di politiche agricole europee insostenibili. Chiediamo all’Europa – prosegue Rossi - di approfittare dell’annunciata revisione di medio termine della PAC, la “health check” che si terrà nel 2008-2009, per avviare finalmente una politica che tuteli e valorizzi un’agricoltura di qualità, estensiva e rispettosa della biodiversità, anche tramite il rafforzamento del secondo pilastro della PAC, costituito dallo Sviluppo Rurale. Una politica - conclude Rossi – che disincentivi inoltre le pratiche agricole insostenibili per l’ambiente". Anche per l’Italia, come già evidenziato l’anno scorso dai dati finali del progetto MITO2000 curato da FaunaViva e Ciso (Centro Italiano Studi Ornitologici), che ricalca sul versante nazionale l’impostazione del Pan European Common Bird Monitoring Schemes, la diminuzione delle specie agricole è molto marcata (-10%). Le specie più colpite in Italia sono la Rondine (-3,8% in media annua), il Balestruccio (-4,4%), il Beccamoschino (-4,9%), il Saltimpalo (-5%), l’Allodola (-2,8%), l’Averla piccola e la Ballerina bianca (-3,2%), i passeri (-6,1% per la Passera d’Italia e -2,7% per la Passera mattugia) e lo Storno (-6,8%), ancora vittima, oltre che della perdita di habitat, della cosiddetta “caccia in deroga” (Fonte LIPU).
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ALLARME IN UE; SI ALLARGA LISTA ROSSA ESTINZIONE
(ANSA) - ROMA, 23 MAG - La biodiversita' in Europa e' sempre piu' minacciata, e sono molte di piu' gli animali che entrano nella 'red list' delle specie in via di estinzione che quelle che ne escono. L'allarme e' il frutto di due studi, uno sugli uccelli e uno sui mammiferi, pubblicati in questi giorni. La crescente preoccupazione per i mammiferi viene dal rapporto della World Conservation Union (Iucn), secondo cui un mammifero su sei in Europa e' minacciato da estinzione. Le tendenze indicano che per oltre un quarto (27%) sono in declino e che per il 33% non si hanno informazioni. All'Europa spetta anche il poco invidiabile primato del felino piu' in pericolo del mondo, la lince iberica di cui rimangono solo 150 esemplari. Buone notizie solo per l'8% delle specie, per cui si registra un aumento del numero di esemplari. Tra i piu' 'fortunati' il bisonte, che ha beneficiato di misure di protezione, e che e' ufficialmente uscito dalla lista rossa. Le principali minacce per i mammiferi sono costituite dalla perdita del loro habitat, dovuta a fenomeni quali il disboscamento e il prosciugamento delle paludi, seguite dall' inquinamento. Le aree del Mediterraneo e del Baltico sono indicate come quelle piu' a rischio. Gli stessi fattori mettono a rischio anche gli uccelli in tutto il mondo, Europa compresa. Lo sottolinea la Lipu, anticipando la lista rossa degli uccelli che ogni anno viene pubblicata dalla Iucn. I numeri sono preoccupanti: su 10 mila specie censite nel mondo quelle a rischio sono 1.221, che rischiano di diventare 2.000 entro breve. Anche nel nostro continente il trend e' negativo: attualmente le specie considerate a rischio sono circa 60, e solo in Italia ce ne sono 20. Anche in questo caso, segnala la Lipu, ci sono dei casi peggiori di altri: per il nostro continente la piu' a rischio e' l'Oca dal petto rosso, mentre in Italia a essere quasi spariti sono il chiurlottello e il capovaccaio, una specie di avvoltoio di cui sono rimasti pochissimi esemplari. ''Le specie a rischio di estinzione - ha dichiarato Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU-BirdLife Italia - sono in preoccupante crescita e questo impone l'obbligo di investire in piani specifici per la loro salvaguardia che peraltro hanno dimostrato in piu' occasioni la loro efficacia''. Ecco le specie piu' a rischio nel nostro continente: - MAMMIFERI: Lince iberica (84-143 esemplari), Topo dei pini bavaresi (50 esemplari), visone europeo (impossibile quantificare gli esemplari per la presenza del visone americano), talpa dei balcani, foca monaca (350-450 esemplari). - UCCELLI: Berta delle Baleari (4.200 esemplari), gru siberiana (3.200), Pavoncella gregaria (600), capovaccaio (meno di 50), chiurlotto (meno di 50), fringuello delle azzorre (circa 200). (ANSA). 13 July Come sempre l'osservazione da i suoi buoni frutti.
Ai confini con il Parco Fluviale del Tevere in Umbria, abbiamo osservato e fotografato una Ghiandaiua marina !!
Lo stesso giorno abbiamo visto 20 Nibbi bruni, una Poiana, un gheppio e poi tanti passeriformi come lo Zigolo nero, lo strillozzo, l'averla piccola ....
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