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May 30

"Bentornata Sterpina ! La migrazione primaverile vista da vicino" . I risultati del progetto realizzato con il contributo del Parco Fluviale del Tevere.

Domenica 18 maggio sotto una pioggia scrosciante si è conclusa la manifestazione che ha avuto come palcoscenico naturale la Zona a Protezione Speciale IT 5220024 "Valle del Tevere: Laghi di Corbara ed Alviano".

Presso la Stazione di cattura ed inanellamento a scopo scientifico, ospitata dall'Azienda Fattoria di Titignano, non siamo mai stati soli. Tanti sono stati i visitatori che, sfidando anche i giorni di tempo incerto, si sono uniti agli ornitologi impegnati nel monitoraggio della migrazione primaverile.

Turisti,  studenti dell'Università di Perugia, famiglie con bambini residenti nell'area del Parco e nella Regione, tutti hanno potuto osservare da vicino le specie che venivano man mano inanellate e subito rilasciate, restando affascinati dalla diversità biologica e dall'apparente fragilità di queste specie che sono intorno a noi.

L'attività di ricerca, svolta per 13 domeniche consecutive, aveva come obbiettivo lo studio della migrazione primaverile dei passeriformi attraverso il corridoio naturale rappresentato dalla valle del Fiume Tevere.

In tutto le catture sono state 251;  stati esaminati 207 individui appartenenti a 24 specie di uccelli, 22 passeriformi e 2 non-passeriformi, 176 gli individui inanellati e 55 gli individui ricatturati già inanellati negli anni precedenti presso la stazione ornitologica.

Due sono le specie nuove per la Stazione, la Sterpazzola e la Tortora, mentre 3 specie,  il Fringuello, il Regolo e lo Sparviere, non erano presenti nel campione rilevato l'anno precedente nello stesso periodo.

Le specie inanellate con maggior frequenza durante la migrazione primaverile, compresa tra il 21 febbraio ed  il 20 maggio, sono

Capinera 15,4 %
Pettirosso 14,9 %
Sterpazzolina 13 %
Merlo 10,4 %
Codibugnolo 9,1 %
Zigolo nero 5,3 %

 

Tra le specie inanellate, la Tortora ed il Fanello risultano avere uno stato di conservazione sfavorevole in Europa (BirdLife International, 2004)

grafico-catture-per-data

March 22

UGIS - Il grande viaggio degli uccelli

Homepage

Il grande viaggio

Fascino e mistero accompagnano da sempre il volo degli uccelli dalle aree di nidificazione ai siti di svernamento e il successivo ritorno.
di Armando Gariboldi - Parchi e Riserve Naturali n.1/2005

Da oltre 100 milioni di anni le migrazioni degli uccelli costituiscono uno dei fenomeni più affascinanti e misteriosi del mondo naturale. Evolutesi probabilmente con i profondi mutamenti climatici ed ambientali del Cretaceo, le migrazioni hanno da sempre affascinato il genere umano, che si è a lungo interrogato sulle repentine apparizioni e sparizioni di molte specie di uccelli, a volte proponendo spiegazioni oggi ridicole. Ancora nel XVIII secolo il grande Linneo credeva che in autunno le rondini si immergessero nelle paludi gelate, da dove riaffioravano in primavera in forma di anfibi. Una teoria, questa della trasmutazione delle specie, che trova origine addirittura nel pensiero di Aristotele (IV sec. a.C.), forse il primo a riportare considerazioni sulle migrazioni degli uccelli nel suo “Historia animalium”, seguito nei secoli successivi da personalità come Plinio il Vecchio (I sec. d.C.) od il naturalista francese Buffon (XVII sec.) e sino ai giorni nostri, dove le migrazioni sono tuttora oggetto di centinaia di articoli e studi scientifici ogni anno.

Eppure, dopo tanti anni di ricerche e nonostante gli indubbi progressi conoscitivi su questo fenomeno, sono ancora molte le domande che non hanno ancora ottenuto piena risposta. Perché gli uccelli migrano? Lo fanno tutte le specie e tutti gli individui? Dove vanno e che percorsi seguono quando si spostano? Come fanno ad orientarsi?

È stato accertato che non tutte le specie di uccelli migrano, ma la maggioranza di essi compie comunque spostamenti più o meno lunghi, per poter raggiungere l'obiettivo finale: sopravvivere! Infatti le variazioni climatiche stagionali ed ambientali si traducono, in buona parte delle aree del pianeta, in carenza di cibo e in situazioni sempre più difficili (freddo, terreno innevato, assenza di vegetazione, meno disponibilità di luce) per poterlo reperire. Ecco allora la convenienza a spostarsi, proprio come fanno peraltro anche moltissime altre specie di animali: dalle farfalle Monarca, alle balene, sino a gnu e bisonti. Per alcune specie ornitiche (per esempio quelle alpine come il Picchio muraiolo o la Cincia dal ciuffo) ciò significherà compiere movimenti altitudinali, scendendo dalle alte quote verso le zone più confortevoli di fondo valle. Ma per molte altre migrare vorrà dire compiere pericolosi viaggi di migliaia di chilometri, che in alcuni casi potranno anche durare mesi, attraverso deserti, mari e montagne, sfidando le mille insidie della natura e dell'uomo. Tra gli uccelli la migrazione più lunga conosciuta è quella della Sterna artica, che dalle falesie e spiagge dei mari del Nord, raggiunge addirittura quelli Antartide, dopo un viaggio medio di oltre 17.000 Km.! Ma anche la piccola Cannaiola verdognola, dall'Europa al Sud Africa, o il Falco della Regina, che arriva sino al Madagascar, non scherzano! Per compiere questi viaggi gli uccelli si attrezzano con sofisticati adattamenti fisiologici e strategie comportamentali. In particolare intensificano l'attività trofica, integrata da cibi ricchi zuccheri e modificano il metabolismo aumentando la sintesi dei lipidi. Tutto ciò permette un rapido accumulo di grasso che in alcuni casi (es. Beccafico) si manifesta con un aumento di peso anche del 70-80%.

Al pieno di benzina si affianca poi la revisione della macchina. Ovvero nelle settimane che precedono la partenza la maggior parte degli uccelli migratori rinnova il proprio piumaggio attraverso la muta, totale o parziale e con diverse varianti, in modo da aumentare l'efficienza del volo e quindi risparmiare energia. Le fasi di preparazione, che si manifestano spesso attraverso una progressiva inquietudine, e soprattutto il momento della partenza sono regolati da una sorta di complesso “orologio biologico interno” di tipo ormonale e neuronale che a sua volta risente del fotoperiodo, delle temperature esterne e di altri fattori ambientali.

Per molti aspetti la migrazione è una gara contro il tempo: per accumulare energie, per raggiungere una buona efficienza del piumaggio, per partire nel momento atmosferico migliore, per raggiungere prima di altri le zone di alimentazione lungo il tragitto. Per questo appena è possibile gli uccelli partono. Addirittura i maschi di alcune specie, una volta espletata la loro funzione di riproduttori, se ne vanno senza aspettare le femmine o i giovani. Uno dei migratori più precoci è per esempio il Cuculo, che non ha bisogno di impiegare tempo nell'allevamento della prole, lasciata in eredità alle specie parassitate. Le strategie migratorie sono comunque molto ampie e diversificate e si può dire che quasi ogni specie ha messo a punto il suo modello migliore. Nella maggior parte di quelle che migrano a breve o media distanza, ad esempio, le femmine si spostano più lontano dei maschi ed i giovani più lontano degli anziani. E' il caso della Sula, di molti gabbiani o di limicoli come il Combattente, i cui maschi, più grossi di femmine e giovani, possono svernare a latitudini più alte. Tra l'altro questa soluzione permetterà ai maschi, in primavera, di giungere nelle aree di nidificazione prima delle femmine, in modo da cominciare a scegliere i territori migliori.

Il volo migratorio, anche per specie solitamente diurne, avviene nella maggior parte dei casi di notte, quando il dispendio energetico è minore e ci si può orientare con le stelle. La possibilità di percepire il campo magnetico terrestre e i riferimenti geografici appresi sono poi gli altri principali elementi che sembra consentano l'orientamento durante il volo.

I percorsi seguiti sono un misto tra quanto indotto da un istinto formatosi nel corso di migliaia di generazioni e tra quanto appreso e trasmesso con l'esperienza dagli individui più anziani. Per esempio nelle oche gli individui più esperti si danno il cambio come capi-stormo guidando il resto del gruppo. Fermo restando che non sempre la via migliore è quella più breve.

Molti uccelli (es. rondini ed altri piccoli Passeriformi) migrano volando su un fronte allargato (“passo” su fronte ampio), ma i principali elementi del paesaggio come fiumi, montagne, coste e isole possono fungere da riferimenti influenzando la direzione di migrazione a livello locale (fronte ampio guidato). Ostacoli geografici (es. Alpi) possono poi far confluire gli uccelli verso territori circoscritti e comportare quindi una concentrazione temporanea (via di “passo” di massa), mentre solo un numero ridotto di specie (es. la Cicogna bianca o alcuni rapaci) migra in veri e propri stretti corridoi (migrazione a imbuto).

Per la sua posizione al centro del bacino Mediterraneo e per la particolare conformazione, l'Italia costituisce un vero e proprio ponte tra l'Europa e l'Africa, attraversato due volte all'anno da un incessante flusso di centinaia di milioni di uccelli. Per questo in quasi ogni zona del nostro Paese è possibile osservare il passaggio dei migratori tuttavia, come detto, esistono alcune vie preferenziali di transito, più frequentate di altre. Innanzitutto i percorsi che consentono di ridurre al minimo i pericolosi passaggi in mare aperto; per tale motivo il sistema sardo-corso e le piccole isole del Canale di Sicilia e del Tirreno rappresentano dei punti strategici di sosta, dove riprendere le forze prima di spiccare nuovamente il volo. Poi le linee di costa adriatica e tirrenica ed il corso dei fiumi più grandi, come il Po, che permettono ai migratori di avere punti di riferimenti per il volo “a vista”. In questi casi le “stazioni di servizio” per la sosta, specialmente di specie acquatiche, sono le zone umide costiere, i delta, le foci e le grandi isole fluviali. Anche la lunga e boscosa dorsale appenninica è una sorta di autostrada seguita da molte specie, soprattutto di rapaci e Turdidi. Molte di queste vie sono usate spesso sia per la migrazione primaverile sia per quella di ritorno autunnale, mentre altre sono utilizzate solo in una stagione. Per esempio nel caso della Quaglia vi è una direttrice principale primaverile che unisce la Tunisia all'Italia, attraverso Roma e Ancona, all'Europa centro-orientale, attraversando prima il Tirreno e poi l'Adriatico. In autunno i gruppi in migrazione seguirebbero in parte la stessa direttrice, ma in parte si muoverebbero seguendo una direttrice occidentale (Francia-Spagna-Africa nord-occidentale), in una sorta di movimento circolare.

Peraltro queste vie principali di passaggio, che seguono soprattutto la direttrice sud-ovest/nord-est, si dividono ed incrociano in mille diramazioni secondarie. Ecco allora che alcuni punti di confluenza di queste vie diventano dei veri e propri “colli di bottiglia” dove convergono migliaia di animali che, nelle giornate favorevoli (es. dopo una tempesta o un temporale, con bel tempo e vento leggermente sostenuto), formano concentrazioni spettacolari con il continuo passaggio di gruppi più o meno numerosi, anche interspecifici. Il più famoso ed importante sito di questo tipo, in Italia, è certamente lo stretto di Messina. Ma anche l'osservazione contemporanea, ai primi di settembre, di centinaia di falchi pecchiaioli che arrivano dalla pianura padana in val Stura e val Maira, per passere in Francia e poi scendere verso la Costa azzurra, è uno spettacolo indimenticabile. Così come l'arrivo, in aprile, di centinaia di balie nere, cutrettole, averle, luì verdi e grossi,rondini, codirossi ed altre decine di specie di piccoli uccelli sulle sponde del laghetto “Specchio di Venere”, l'unica zona umida di Pantelleria. Animali che, quasi immobilizzati dalla stanchezza per il lungo volo sul Sahara, si lasciano avvicinare sino a pochi metri.

Tuttavia per i migratori il viaggio non è facile. Sebbene la mortalità naturale legata allo stress migratorio, contrariamente a quanto normalmente si crede, sia in genere piuttosto bassa, il calo che si sta osservando negli ultimi anni di molte popolazioni di uccelli migratori sembra essere piuttosto legato a cause antropiche, come le profonde modifiche ambientali nelle zone di svernamento, in quelle di transito e nei siti riproduttivi. Il bracconaggio è un altro fattore di impatto importante, soprattutto nei paesi mediterranei. In Italia zone come le prealpi bresciane e bergamasche, le isole pontine e quelle del golfo di Napoli o, ancora almeno in parte, lo Stretto di Messina, sono terreno minato per ogni volatile di passaggio. Ciò in barba alle leggi nazionali e comunitarie. In particolare violando la fondamentale Direttiva “Uccelli” n.409/79/CEE, di cui proprio quest'anno ricorre il 25°, che tutela l'avifauna europea. Una legge che non solo cerca di preservare il futuro di questi animali ma ne sottolinea ancora una volta l'importanza ed il valore in quanto patrimonio dell'intero continente europeo.

Progetti in corso

Anche in Italia sono attive varie ricerche dedicate a monitorare ed approfondire il fenomeno delle migrazioni nel nostro Paese. Il primo per complessità ed età è il già citato (vedi Parchi & Riserve n….) progetto nazionale “Piccole isole”, coordinato dall'Istituto Nazionale Fauna Selvatica (INFS) per studiare il flusso migratorio, attraverso l'inanellamento, in molte stazioni poste sulle isole minori e sulla costa. Ad esso se ne affiancano altri, più recenti e dedicati a gruppi di specie o all'utilizzo di metodologie specifiche. Per esempio la LIPU coordina un progetto di monitoraggio dei flussi migratori nelle isole circumsiciliane ed in particolare nelle Egadi, oltre a quello storico, ma con valenze soprattutto di antibracconaggio, nello stretto di Messina. Il progetto “Migrans” nato nel 1991 e coordinato dal P.N. Alpi Marittime, cerca invece di coordinare le attività di studio sulle migrazione dei rapaci, con particolare attenzione a due specie quali Biancone e Falco pecchiaiolo. Da poco concluso invece è il progetto “Moonwatching”, coordinato dalla stazione ornitologica svizzera di Sempach che studiava le migrazioni notturne.

Tutti questi progetti prevedono quasi sempre l'attivazione di stazioni o campi di ricerca a cui si può sovente partecipare a titolo volontario. Ricordiamo infine che l'inanellamento scientifico fa riferimento al coordinamento nazionale dell'INFS (a sua volta parte del coordinamento europeo EURING) e può essere svolto solo da personale ufficialmente abilitato dotato di apposito “patentino” ottenuto solo dopo specifici esami.

Paradisi italiani dei migratori

Sono oltre una ventina (tutti riportati sulla nostra grande cartina), i principali siti italiani dove potere osservare lo straordinario passaggio dei migratori. Il periodo migliore resta il trimestre marzo-maggio, mentre in autunno le migrazioni “di ritorno” verso i quartieri di svernamento sono più disturbate dal tempo atmosferico e dalla caccia. Tralasciando quindi i siti dove la presenza dei bracconieri rende poco piacevole la presenza dei birdwatchers (con l'esclusione dello stretto di Messina in primavera, che rappresenta comunque un “must” per ogni appassionato di ornitologia), suggeriamo invece quelli più idonei, anche in relazione alla possibilità di osservare alcune specie piuttosto che altre. Ecco allora che, per gli appassionati di anatre, aironi, sterne, gabbiani e limicoli, zone come il corso e soprattutto il delta del Po, la Lomellina, la foce dell'Isonzo, le lagune costiere dell'alto adriatico (Grado, Marano, Venezia), le saline di Cervia e Manfredonia rappresentano i posti migliori, assieme alle ultime lagune costiere del Tirreno, come quelle del Circeo, di Orbetello e di Migliarino-Massaciuccoli. Nelle stesse zone può capitare anche l'incontro con decine di cicogne e migliaia di gru. Per gli eleganti fenicotteri la Sardegna è la regione dove andare, nelle lagune salmastre del Sinis e soprattutto negli stagni attorno a Cagliari. Le falesie rocciose della grande isola e di quelle delle isole attorno ad essa (a cominciare dalI'isola di S.Pietro) sono anche i posti migliori per osservare l'arrivo Falco della regina, rapace migratore per eccellenza. Tutte le piccole isole italiane sono poi i luoghi ottimali per assistere al passaggio di migliaia di piccoli uccelli: luì, capinere, saltimpali, stiaccini, monachelle ma anche rigogoli, upupe, ghiandaie marine e gruccioni si possono vedere ad Ustica, Pantelleria, Marittimo, Capraia, assieme anche a molti rapaci come nibbi, albanelle, falchi di palude e magari qualche aquila minore. Nelle isole Pontine e in quelle del Golfo di Napoli, oltre ai piccoli Passeriformi, abbiamo invece un grande flusso di quaglie, tortore e colombacci, così come all'isola d'Elba e nelle piccole isole del golfo di La Spezia. Per gli appassionati di rapaci le montagne dell'entroterra ligure e del Cuneese possono riservare insospettate sorprese, soprattutto per il notevole passaggio di bianconi e falchi pecchiaioli.

Tra agosto e settembre merita infine una visita la splendida palude di Colfiorito, nel cuore dell'Umbria, dove sostano migliaia di rondini, spesso attivamente cacciate da falchi lodolai e pellegrini, proprio come i grandi branchi di pesci vengono seguiti e attaccati dagli squali.

Alcuni numeri sulle migrazioni

Ogni anni si stima che svernino in Africa oltre 5 miliardi di uccelli. Il record di volo migratorio conosciuto è della Sterna artica o codalunga con quasi 25.000 Km. ini alcuni individui; poiché questo uccello può vivere anche 25 anni, la distanza coperta nella sua vita solo per gli spostamenti migratori può raggiungere un ordine di grandezza attorno ad 1 milione di km!

La distanza media di un migratore europeo diretto in Africa e di 5000 Km., compiuti in circa 100 giorni. La maggior parte degIi uccelli europei compie tappe con un avanzamento giornaliero 60-75 km tra i piccoli migratori a lungo raggio (beccafichi e capinere). Rondini, sterne e limicoli compiono invece tratte di 150-200 Km. al giorno. Sono rare le specie di uccelli europei che compiono il volo migratorio in un'unica o in poche tappe. Tra queste spicca il Beccaccino, con percorsi no-stop di 5000-7500 Km.

La velocità del volo non sempre è costante; tende ad aumentare durante il superamento di barriere (es. montagne e deserti), mentre presso alcune specie gli adulti volano più veloci dei giovani. La velocità di crociera di alcune specie: Colombaccio e Germano reale 60 km/h, Rondone 40 km/h, Cinciarella 29 km./h.

Anche l'altezza del volo è variabile tra le specie, in relazione al tipo di territorio che si sta attraversando. In Europa sono le oche ed i cigni a raggiungere le quote maggiori ( sino a 8000-8500 m.), mentre la maggior parte delle specie si sposta rimanendo sotto i 2000 m. Il record mondiale conosciuto è quello di un Grifone di Ruppell (Gyps rueppelli), finito nei reattori di un aereo nei cieli sopra la Costa d'Avorio, ad una quota di 11.300 m.!

Infine in Italia il punto di maggior concentrazione di migratori è lo stretto di Messina, con un passaggio di 18.000 individui di media solo considerando i rapaci ed i grandi veleggiatori (es. cicogne).

Il segreto dei balestrucci

Dove vanno i balestrucci dopo aver superato il Sahara? In tutta l'Africa, dalle savane della Tanzania alle foreste della Nigeria, è possibile osservare rondini in gran numero ma quasi nessun balestruccio, sebbene si possano vedere ancora abbondanti in Tunisia e nelle regioni nord-africane.

Eppure questi uccelli sono facili da riconoscere e difficilmente si confondono con altre rondini africane. Che fine fanno?

Una recente teoria, ancora tutta da provare, ipotizza che essi assumano abitudini simili a quelle dei più grandi rondoni, passando in aria gran parte dei mesi trascorsi nelle zone di svernamento. Una conferma a tale teoria verrebbe dalla la presenza di peluria sulle loro zampe, che servirebbe per disperdere meno il calore quando sono a migliaia di metri di quota, dove l'aria è più "leggera" ma anche più fredda.

La migrazione della cicogna nera in diretta

Sul sito http://www.rozhlas.cz/odysea/html/Nova_odysea_2eng.pdf è possibile seguire il bel resoconto sulle rotte di cicogne nere "radiomarcate" e monitorate dall'Europa Centrale fino all'Africa. Tutte...tranne una. L'unica che si è azzardata a passare dalla Calabria attraverso lo Stretto di Messina. Morta ammazzata, probabilmente da una fucilata. Uno stimolo in più per partecipare ai campi di studio e sorveglianza che ogni anno, a maggio e a settembre, le associazioni ambientaliste organizzano sullo Stretto.

La misteriosa migrazione del biancone

La migrazione post-riproduttiva lungo la penisola italiana del Biancone (Circaetus gallicus), una sorta di piccola aquila che si nutre soprattutto di rettili ed in particolare di serpenti, è a dir poco particolare ed in buona parte ancora avvolta nel mistero. Infatti, al contrario di quasi tutte le altre specie, pochissimi bianconi vanno verso Sud lungo lo Stretto di Messina o altre rotte tirreniche; piuttosto la stragrande maggioranza della popolazione peninsulare italiana compie uno strano percorso a ritroso salendo verso Nord, lungo la costa tirrenica per poi seguire l'arco ligure e dirigersi verso Gibilterra, da dove raggiungere l'Africa. Questo tipo di migrazione è detta “circuitale” e in Italia è ancora sconosciuto il cosiddetto "passaggio a Nord-ovest", cioè il valico dove il grosso dei bianconi dalle Alpi Apuane giunge su Arenzano e l'entroterra ligure per poi scendere verso la Costa Azzurra.

Per localizzare questo sito (o più siti) e per studiare la spettacolare migrazione del Biancone, l'Associazione EBN-Italia organizza ogni anno a metà settembre dei campi di osservazione aperti a tutti gli appassionati. Per saperne di più: http://www.ebnitalia.it

UGIS - Il grande viaggio degli uccelli

February 17

Bentornata Sterpina !

_136098 La migrazione primaverile vista da vicino

Nonostante il freddo di questi ultimi giorni, la primavera è prossima , è nelle giornate che si allungano, nei primi fiori che si schiudono. Per milioni di uccelli, grandi e piccoli, si avvicina il momento di lasciare i quartieri di svernamento e di tornare nei luoghi di nidificazione.

La nostra Penisola è attraversata da diverse rotte migratorie che congiungono l’Africa sub-Sahariana all’Europa continentale, e la migrazione primaverile è oggetto di uno studio sistematico sulle piccole isole del Mediterraneo e in molte località costiere.

Per molti appassionati è un momento da non perdere, un’occasione per osservare uccelli che sono solo in transito, che compaiono dal mare silenziosi come ombre, per scomparire poco dopo scivolando sulle ali aperte o con decisi battiti d’ala.

Un fenomeno naturale, osservato fin dall’antichità, che non cessa di affascinarci, arricchendosi sempre di nuovi particolari grazie alla ricerca che si avvale di tecniche sempre più sofisticate.

Il primo sistema utilizzato per studiare le migrazioni è stato quello dell’inanellamento, che consiste nell’apporre un piccolo anello alla zampa dell’animale. Il ritrovamento degli uccelli inanellati ha permesso di scoprire che alcuni di essi attraversano il globo intero, come nel caso della Sterna comune che si sposta dalla Nuova Zelanda alla Svezia, o che in “soli” 27 giorni una rondine si è spostata dal Sud Africa all’Inghilterra.

La tecnica dell’inanellamento consente di monitorare molti altri aspetti della vita degli uccelli, fornendoci risposte utili nella gestione della fauna e dell’ambiente. Le attività di inanellamento in Italia sono coordinate dall’Istituto Nazionale Fauna Selvatica, che rilascia le autorizzazioni, gli anelli e gestisce la banca dati nazionale. E siccome gli uccelli non conoscono confini, dalla collaborazione con gli altri centri di ricerca è nato l’EURING, che gestisce l’archivio centralizzato dei dati di ricattura degli uccelli inanellati in Europa.

L’iniziativa “Bentornata Sterpina! La migrazione vista da vicino”, patrocinata dal Parco Fluviale del Tevere, si propone di monitorare la migrazione degli uccelli lungo il corridoio naturale rappresentato dal corso del fiume e di offrire la possibilità al pubblico di conoscere da vicino quelle specie che utilizzano l’area in questo periodo dell’anno.

Nel primo anno di monitoraggio della migrazione primaverile sono stati inanellati 157 individui appartenenti a 23 specie; tra queste la Sterpazzolina, o sterpina, piccolo uccello insettivoro che torna per nidificare nei cespuglieti e negli arbusteti ai margini dei boschi.

Nel periodo compreso tra il 23 febbraio ed il 18 maggio, tutte le domeniche dalle 9.00 alle 12.00 sarà possibile assistere alle operazioni di inanellamento svolte presso la Stazione Ornitologica di Titignano.

La visita è gratuita ma è necessaria la prenotazione.


Maggiori informazioni sono disponibili sul portale dei Parchi Italiani all’indirizzo:

http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=2241


Per informazioni e prenotazioni : Fattoria di Titignano tel. 0763.308.000

http://www.titignano.com/it/titignano_stazione_cattura.html

January 24

Bentornata Sterpina !!

  

Bentornata … Sterpina ?

 

Che razza di nome ! Eppure rende bene l’idea, per un uccello dal peso medio di  10 grammi che trascorre parte della sua vita ai margini dei boschi, tra i cespugli rovo e di ginestra e gli arbusti di ginepro.

Il suo vero nome italiano è Sterpazzolina, quello scientifico, in latino, è Sylvia cantillans. E’ un piccolo uccello insettivoro che  sverna in Africa Sub-Sahariana e ogni primavera migra per tornare a riprodursi nel bacino del mediterraneo.

In Umbria è presente fino a 1100 metri di quota ed è risultata la specie dominante nell’ambiente circostante la Stazione di Inanellamento di Titignano, dove nel corso del 2006 sono stati inanellati 55 individui (14 maschi, 15 femmine e 26 giovani); i dati raccolti hanno contribuito alla ricerca sulla caratterizzazione genetica delle popolazioni italiane realizzata dell’Università di Milano e dall’Istituto Nazionale Fauna Selvatica.

Partecipa all’iniziativa “Bentornata Sterpina” per festeggiare con noi  il ritorno di questo piccolo animale ed il secondo anno di monitoraggio della migrazione primaverile nel Parco Fluviale del Tevere.

Grazie alla presenza di esperti ornitologi potrai conoscere da vicino non solo questo piccolo uccello, ma tutte le altre specie che in questo periodo dell’anno frequentano l’ambiente di studio.

 

Citazione

Bentornata Sterpina !!
Bentornata Sterpina !!
Tenuto da: Centro Studi Ornitologici "Antonio Valli da Todi"
Data e ora: domenica 24 febbraio 2008 alle 9.00
Nome località: Titignano, Orvieto, (Terni)
Visualizza l'evento su Windows Live Spaces
November 11

Indagine sull'associazionismo ornitologico amatoriale italiano

di M. Frassinet, sul numero 18 - Ottobre 07 della rivista elettronica "Quaderni di Birdwacthing" a cura di EBN - Italia

Snowfinch day 2007

Bel successo dell'iniziativa della Stazione Ornitologica di alta quota di Campo Imperatore (L'Aquila) come ci racconta Eliseo Strinella nel numero 18 di ottobre 07 della rivista elettronica Quaderni di Birdwatching
October 02

Eurobirdwatch 07

Sabato 6 e domenica 7 Ottobre
nel Parco Fluviale del Tevere, il borgo di Titignano  sarà uno dei luoghi dell'iniziativa Eurobirdwacth 07 http://www.lipu.it/news/no.asp?557  dedicata agli uccelli migratori ed il loro habitat
L'agriturismo Fattoria di Titigano ospita dal 2006 una Stazione di Inanellamento a scopo scientifico con la quale è stato condotto un progetto di monitaraggio sul ciclo annuale della comunità ornitica.
L'incontro, promosso dalla Lipu e dedicato all'osservazione degli uccelli e del loro ambiente, sarà l'occasione per avvicinare  quest'importante gruppo faunistico, che con con noi condivide le sorti del pianeta.
Visitando la stazione di inanellamento o passegiando per l'azienda si potranno osservare le differenti specie di uccelli che  utilizzano l'ambiente circostante durante tutto il corso dell'anno o durante questo periodo di migrazione verso i quartieri di svernamento.
 
September 24

Eurobirdwatch 2007

In Umbria, nel Parco Fluviale del Tevere presso l’agriturismo Fattoria di Titignano

 

Sabato 6 e Domenica 7 Ottobre, si svolgerà Eurobirdwatch 07

 

L’iniziativa, organizzata dalla LIPU, ha il patrocinio del Ministero Tutela Ambiente Territorio e del Mare, di Federparchi e del Corpo Forestale dello Stato .

 

Dalle 7.00 alle 12.30 visita alla stazione di inanellamento

e dalle 16.30 alle 19.00 guida al Birdwatching nella tenuta di Titignano.

 

E’ possibile prenotare presso l’agriturismo:

  • la pensione completa al costo di 70 €
  • oppure solo la colazione (dalle 9.00 alle 10.00) ed il pranzo dalle 13.30 con menù completo a base di piatti tipici umbri al costo di 30 € a persona (bevande incluse).

 

Per informazioni  Daniele Iavicoli 338.9210531

 

Potete prenotare telefonando allo 0763308000               www.titignano.it 

September 11

EUROBIRDWATCH 2007

 

TORNA IL 6 e 7 OTTOBRE L’EUROBIRDWATCH,
IL PIU’ IMPORTANTE EVENTO EUROPEO DEDICATO AL BIRDWATCHING.

http://www.lipu.it/news/no.asp?557
LIPU APRE OASI E RISERVE E ORGANIZZA EVENTI IN TUTTA ITALIA
L’iniziativa ha il patrocinio di Federparchi e del Corpo Forestale dello Stato

 

 

Quest’anno sarà possibile partecipare all’evento anche nel Parco Fluviale del Tevere !

Il 6 e 7 ottobre, dalle ore 9.30 in poi, appuntamento con gli ornitologi presso l’Agriturismo Castello di Titignano.

Sarà l’occasione per osservare e conoscere non solo l’avifauna del Parco ma anche quella in migrazione, che in questo periodo, seguendo l’asse fluviale e i rilievi circostanti, si sposta nei quartieri invernali.

La partecipazione è libera, ma è gradita la prenotazione.

Presso l’agriturismo è possibile usufruire del servizio ristorante solo su prenotazione.

 

Per informazioni e prenotazioni :

Agriturismo Castello di Titignano tel.     0763.308.000            info@titignano.it

July 19

C'eravamo anche noi !!!

Al Conegno di Chiavenna "Birds numbers 2007, Monitoring for conservation and management" - 17th International conference of the Europea Bird Census Council, c'eravamo anche noi.
Un convegno molto partecipato dagli ornitologi di tutta Europa, ma non solo.
Erano presenti ricercatori da Israele, dall'America, dalla Turchia e ... dall'Umbria, che rappresentata dal dott. Velatta del Servizio Protezione Ambientele e Parchi della Provincia di Perugia ha presentato i risultati dei monitoraggi ornitologici effettuati dall 'Osservatorio Faunistico Regionale nel periodo compreso tra il 2000  ed il 2005
Titolo della realzione: Monitoring of Breeding Birds in Umbria  (Velatta F., Lombardi G., Sergiacomi U.)
 
Alcuni soci della nostra Associazione sono tra i ricercatori che hanno presenato il potser dal Titolo " Importance of small weetland for the autumn passage of migrants passerines in Mediterranean bacin" (Sorace A., Battisti C., Gustin M., Rossi F., Cecere J., Savo E., Demartini L., Duiz A., Riello S., Iavicoli D., Carmine R.) frutto del lavoro svolto in quattro differenti aree umide dell'Italia Centrale nel corso del 2005.
 
July 15

Monitoraggi ornitologici

 

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UCCELLI INDICATORI UFFICIALI STATO SALUTE AMBIENTE

I volatili diventano non solo specie da proteggere ma dei veri e propri indicatori ufficiali dello stato di salute dell'ambiente. L'Unione Europea li ha inseriti infatti fra gli elementi di cui tener conto nel preparare i piani di sviluppo rurale, che in Italia sono redatti dalle Regioni. Anche di questo si parlera' al convegno di ornitologia piu' importante dell'anno, il Birds Numbers 2007 'Monitoring for Conservation and Management' che l'European Bird Census Council (Ebcc), il centro italiano studi Ornitologici, Lipu e associazione FaunaViva hanno organizzato a Chiavenna, in provincia di Sondrio, dal 17 al 22 aprile. L'incontro sara' quindi un'occasione per fotografare la situazione dei volatili in Europa e parlare del programma di monitoraggio pan-europeo. La situazione e' ''articolata'' come spiega Lorenzo Fornasari, il responsabile del progetto di monitoraggio italiano Mito, ma ci sono comunque dati comuni come la crisi degli uccelli che vivono nei campi. ''Certamente - dice - cresce il numero delle specie a rischio negli ambienti agricoli. Su 195 specie considerate in stato sfavorevole 116 sono associate proprio a questi spazi''. Spazi dove e' diminuito il numero di esemplari, anche se non il numero delle specie che anzi e' in aumento complice il cambiamento del clima (altro argomento che si trattera' nei tre giorni di simposi, tavole rotonde e workshop). Animali che ora nidificano regolarmente in Italia come l'airone guardabuoi fino a vent'anni fa si trovavano solo in Africa. ''In Italia - sottolinea Fornasari - negli ultimi 6 anni c'e' stato un calo del 9% dell'indice, in media con i dati europei. Ma il vero crollo, che c'e' stato, si e' verificato prima a partire dagli anni Ottanta''. (ANSA).

July 14

BIODIVERSITA': DIMEZZATI IN 25 ANNI GLI UCCELLI DEGLI AMBIENTI AGRICOLI

 

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BIODIVERSITA’: DIMEZZATI IN 25 ANNI GLI UCCELLI DEGLI AMBIENTI AGRICOLI

NUOVO STUDIO EVIDENZIA IL DEVASTANTE EFFETTO DELL’INTENSIFICAZIONE AGRICOLA IN EUROPA. A RISCHIO RONDINE, ALLODOLA E I PASSERI LIPU:

“Invertire il declino con nuove politiche agricole che rispettino l’ambiente”

Nuovo allarme per gli uccelli tipici degli ambienti agricoli che, in soli 25 anni in Europa, si sono pressoché dimezzati. La colpa è dell’intensificazione agricola, che compromette l’habitat di nidificazione e fa scomparire specie un tempo molto più abbondanti come Allodola, Passera mattugia, Strillozzo, Rondine e Balestruccio.
Lo studio, reso noto da LIPU-BirdLife Italia, è relativo al programma europeo di monitoraggio sulle specie diffuse di uccelli, il Pan European Common Bird Monitoring Schemes (PECBMS) - elaborato dall’EBCC (European Bird Census Council), da BirdLife International, dalla Royal Society for the Protection of Birds e da Statistic Netherlands - e costituito da un insieme di indicatori di biodiversità tra i più completi in Europa. I dati, raccolti in 20 Paesi europei (compresi alcuni entrati di recente nell’Unione Europea) nel periodo che va dal 1980 al 2005, analizzano l’andamento delle specie diffuse, ossia quelle che non sono concentrate su territori delimitati ma sparse sul territorio.
Di queste, le specie agricole (33 quelle prese in esame) soffrono più delle altre: in media, sono infatti calate del 44%. Per gli uccelli delle foreste, la diminuzione, nello stesso periodo di tempo a livello europeo, è stata pari al 9%. Le zone più colpite dal calo di specie sono state le foreste boreali del Nord Europa, investite dallo sfruttamento intensivo del legname. "I nuovi dati a disposizione - dichiara Patrizia Rossi, Responsabile Agricoltura LIPU-BirdLife Italia – dimostrano gli effetti negativi su habitat e specie provocati da decenni di politiche agricole europee insostenibili. Chiediamo all’Europa – prosegue Rossi - di approfittare dell’annunciata revisione di medio termine della PAC, la “health check” che si terrà nel 2008-2009, per avviare finalmente una politica che tuteli e valorizzi un’agricoltura di qualità, estensiva e rispettosa della biodiversità, anche tramite il rafforzamento del secondo pilastro della PAC, costituito dallo Sviluppo Rurale. Una politica - conclude Rossi – che disincentivi inoltre le pratiche agricole insostenibili per l’ambiente".
Anche per l’Italia, come già evidenziato l’anno scorso dai dati finali del progetto MITO2000 curato da FaunaViva e Ciso (Centro Italiano Studi Ornitologici), che ricalca sul versante nazionale l’impostazione del Pan European Common Bird Monitoring Schemes, la diminuzione delle specie agricole è molto marcata (-10%). Le specie più colpite in Italia sono la Rondine (-3,8% in media annua), il Balestruccio (-4,4%), il Beccamoschino (-4,9%), il Saltimpalo (-5%), l’Allodola (-2,8%), l’Averla piccola e la Ballerina bianca (-3,2%), i passeri (-6,1% per la Passera d’Italia e -2,7% per la Passera mattugia) e lo Storno (-6,8%), ancora vittima, oltre che della perdita di habitat, della cosiddetta “caccia in deroga” (Fonte LIPU).

 

Allarme in Europa si allarga la lista rossa degli animali in estinzione

 

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ALLARME IN UE; SI ALLARGA LISTA ROSSA ESTINZIONE

(ANSA) - ROMA, 23 MAG - La biodiversita' in Europa e' sempre piu' minacciata, e sono molte di piu' gli animali che entrano nella 'red list' delle specie in via di estinzione che quelle che ne escono. L'allarme e' il frutto di due studi, uno sugli uccelli e uno sui mammiferi, pubblicati in questi giorni. La crescente preoccupazione per i mammiferi viene dal rapporto della World Conservation Union (Iucn), secondo cui un mammifero su sei in Europa e' minacciato da estinzione. Le tendenze indicano che per oltre un quarto (27%) sono in declino e che per il 33% non si hanno informazioni. All'Europa spetta anche il poco invidiabile primato del felino piu' in pericolo del mondo, la lince iberica di cui rimangono solo 150 esemplari. Buone notizie solo per l'8% delle specie, per cui si registra un aumento del numero di esemplari. Tra i piu' 'fortunati' il bisonte, che ha beneficiato di misure di protezione, e che e' ufficialmente uscito dalla lista rossa. Le principali minacce per i mammiferi sono costituite dalla perdita del loro habitat, dovuta a fenomeni quali il disboscamento e il prosciugamento delle paludi, seguite dall' inquinamento. Le aree del Mediterraneo e del Baltico sono indicate come quelle piu' a rischio. Gli stessi fattori mettono a rischio anche gli uccelli in tutto il mondo, Europa compresa. Lo sottolinea la Lipu, anticipando la lista rossa degli uccelli che ogni anno viene pubblicata dalla Iucn. I numeri sono preoccupanti: su 10 mila specie censite nel mondo quelle a rischio sono 1.221, che rischiano di diventare 2.000 entro breve. Anche nel nostro continente il trend e' negativo: attualmente le specie considerate a rischio sono circa 60, e solo in Italia ce ne sono 20. Anche in questo caso, segnala la Lipu, ci sono dei casi peggiori di altri: per il nostro continente la piu' a rischio e' l'Oca dal petto rosso, mentre in Italia a essere quasi spariti sono il chiurlottello e il capovaccaio, una specie di avvoltoio di cui sono rimasti pochissimi esemplari. ''Le specie a rischio di estinzione - ha dichiarato Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU-BirdLife Italia - sono in preoccupante crescita e questo impone l'obbligo di investire in piani specifici per la loro salvaguardia che peraltro hanno dimostrato in piu' occasioni la loro efficacia''. Ecco le specie piu' a rischio nel nostro continente: - MAMMIFERI: Lince iberica (84-143 esemplari), Topo dei pini bavaresi (50 esemplari), visone europeo (impossibile quantificare gli esemplari per la presenza del visone americano), talpa dei balcani, foca monaca (350-450 esemplari). - UCCELLI: Berta delle Baleari (4.200 esemplari), gru siberiana (3.200), Pavoncella gregaria (600), capovaccaio (meno di 50), chiurlotto (meno di 50), fringuello delle azzorre (circa 200). (ANSA).

July 13

Umbria, Parco del Tevere

Come sempre l'osservazione da i suoi buoni frutti.
Ai confini con il Parco Fluviale del Tevere in Umbria, abbiamo osservato e fotografato una Ghiandaiua marina !!
Lo stesso giorno abbiamo visto 20 Nibbi bruni, una Poiana, un gheppio e poi tanti passeriformi come lo Zigolo nero, lo strillozzo, l'averla piccola ....