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日志


11月18日

XV Convegno italiano di Ornitologia: risoluzione sul'impatto degli impianti eolici industriali sull'avifauna

I partecipanti al XV Convegno Italiano di Ornitologia tenutosi a Sabaudia (LT) il 14-18 ottobre 2009,
premesso
il proprio convinto sostegno allo sviluppo di produzioni energetiche attraverso fonti rinnovabili,
ritenendo
che le relative tecnologie non possano essere applicate acriticamente e senza attenta valutazione dell’impatto sull’ambiente naturale e sulle sue componenti nonché sulpaesaggio, esaminati documenti, fonti bibliografiche, dati scientifici e considerazioni tecniche circa l’impatto degli impianti eolici sull’avifauna,
constatato
· che i risultati di studi condotti in molte parti del mondo evidenziano spesso pesanti effetti negativi degli impianti eolici su comunità ornitiche nidificanti e svernanti e sui migratori in termini di perdita di habitat, effetto barriera e consistente incremento della mortalità per collisione,
· che l’impatto negativo sull’avifauna è determinato non solo dalla collisione con i generatori eolici ma anche dal rumore da essi prodotto, dalla realizzazione di
elettrodotti, di strade e di altre infrastrutture di servizio, nonché dalla facilitata accessibilità di aree in precedenza poco o nulla frequentate,
· che la maggior parte delle regioni italiane è sprovvista di piani energetici o è dotata di piani energetici del tutto o in gran parte inapplicati e che ciò conduce ad una totale assenza di programmazione quanto a localizzazione e tipologia degli impianti eolici,
· che, a differenza di quanto previsto per i Chirotteri, non esiste un protocollo ufficiale a livello nazionale per la redazione di studi di impatto sull’avifauna,
considerato
· che gran parte degli impianti eolici realizzati o in progetto insiste su aree sensibili per la conservazione dell’avifauna italiana e paleartica, quali praterie montane, crinali, principali fondovalle, promontori, stretti, zone umide costiere, tratti di mare lungo rotte migratorie o interessati dalla presenza di forti concentrazioni di uccelli marini,
· che una frazione rilevante di queste specie risulta già rara e/o minacciata da altri fattori ed è oggetto di interventi di conservazione finanziati dall’Unione Europea, dallo Stato italiano e dalle Amministrazioni locali, sulla base di norme internazionali, comunitarie e nazionali,
identificano
la realizzazione di impianti eolici nei contesti sensibili come una delle più gravi minacce per l’avifauna, capace di determinare estinzioni su tutto o su gran parte del territorio nazionale, declino di popolazioni anche in vaste aree e conseguente perdita di biodiversità.
Pertanto, considerando che il ricorso alla produzione energetica da fonte eolica risulta recare un contributo irrilevante alla soluzione del problema delle emissioni dei gas serra e più in generale al fabbisogno energetico nazionale, stante anche la realtà della ventosità quale rilevata nel nostro Paese,
esprimono
forte preoccupazione per la proliferazione di impianti eolici in numerosi ambiti di notevole pregio ambientale e di importanza strategica per l’avifauna,
chiedono
· che nella fase preparatoria dei piani energetici nazionali e regionali la Valutazione Ambientale Strategica verifichi gli impatti significativi sull’avifauna e quantifichi l’effetto complessivo cumulato dalla presenza di più centrali eoliche e delle infrastrutture connesse su area vasta e che, inoltre, una appropriata Valutazione di Incidenza verifichi i potenziali effetti specificatamente sulla rete Natura2000 e i suoi valori,
· che nel testo unico ambientale gli impianti eolici siano spostati dalla tabella di opere sottoposte alla sola verifica di assoggettabilità a VIA (screening) a quella di opere assoggettate obbligatoriamente a VIA,
· che sia urgentemente ritirata la recente norma nazionale che deregolamenta ulteriormente le macchine eoliche singole da 1 MW, escludendole anche dalla fase di screening ambientale,
· che gli studi di impatto ambientale e di incidenza siano svolti da tecnici competenti, secondo linee guida emanate dal Ministero dell’Ambiente ed anche sulla base di indicazioni fornite dall’Organo Scientifico e Tecnico di riferimento dello stesso Ministero, rappresentato dall’ISPRA,
· che l’installazione di impianti eolici sia comunque sempre esclusa in tutte le IBA, le zone umide di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, le aree protette nazionali e regionali nonché in un’adeguata fascia di protezione, mai inferiore a 5 km (15 km nel caso di siti di nidificazione, di sosta regolare e di rilascio di avvoltoi), attorno alle suddette aree ed alle ZPS e in tutte le altre aree soggette alla presenza regolare di specie di interesse conservazionistico suscettibili di impatto significativo (incluse nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE, migratori e altre specie inserite in Convenzioni o Accordi internazionali, in Liste rosse o considerate prioritarie a livello regionale),
· che l’installazione di ogni singolo impianto eolico possa essere autorizzata solo in ambiti di scarso o nullo interesse per l’avifauna e non interessati dalla presenza di flussi migratori significativi,
· che tutti gli impianti eolici soggetti all’obbligo dell’uso di luci fisse per la sicurezza dei voli aerei siano autorizzati esclusivamente in aree non soggette al transito di significativi flussi migratori,
· che le valutazioni dell’impatto sull’avifauna siano basate su indagini conoscitive sia bibliografiche sia sul campo nel corso delle quattro stagioni, al fine di conoscere gli aspetti quantitativi e qualitativi delle comunità nidificanti, svernanti e migratrici, considerando un’area interessata dalle indagini del raggio di almeno 5 km attorno alle centrali eoliche in progetto (15 km nel caso dei rapaci) e comunque secondo le indicazioni delle linee guida ufficiali di cui sopra,
· che la valutazione della presenza di migratori diurni e notturni sia obbligatoriamente studiata, oltre che con rilievi a vista, mediante strumenti (come ad esempio radar e termocamere) in grado di fornire tutte le indispensabili indicazioni circa fenologia e caratteristiche dell’eventuale flusso migratorio (altezza e direzioni di volo, intensità ed ogni altro parametro),
· che l’inizio dei rilievi sul campo venga preventivamente e debitamente reso pubblico,
· che i Ministeri competenti e le Regioni adottino adeguate moratorie sulle centrali eoliche fino a quando non sarà stata effettuata un’adeguata valutazione dell’impatto cumulativo su scala regionale e non saranno state precisamente individuate le aree dove potranno essere installate centrali eoliche come più sopra indicato,
· che, ove necessario, la valutazione dell’impatto cumulativo venga realizzata congiuntamente da più regioni,
· che lo Stato assuma la responsabilità del controllo sulla dinamica reale del fenomeno (impianti realizzati ma soprattutto già autorizzati e in attesa di realizzazione), avviando anche un serrato confronto in sede istituzionale sulle situazioni di pesante criticità che si stanno determinando in estese aree di estrema importanza ornitologica del Paese.
La presente risoluzione è stata discussa ed approvata per acclamazione dai partecipanti al Convegno.
7月9日

IV° edizione dello Snowfinch Day - giornata di studio e sensibilizzazione sul Fringuello alpino (Montifringilla nivalis),

Sabato 25 Luglio, SnowFinch day 2009,  un appuntamento da non perdere per chi è appassionato  di montagna e di uccelli. A Campo Imperatore (L'Aquila) si svolgerà per il quarto anno consecutivo la manifestazione dedicata al Fringuelo alpino ed alla flora e fauna delle nostre montagne.
Il programma dell'iniziativa si può consultare sul sito all'indirizzo http://www.snowfinch.it/index169.htm
 
 
6月28日

Nidificazione del Gabbiano reale nel Parco Fluviale del Tevere

_DSC5040 Se siete abituati a pensare ai gabbiani come a quelli uccelli che si vedono solo l'estate al mare, è ora di rivedere qualcosa. Grazie ad un regime alimentare poco specializzato ed ad un comportamento decisamente opportunista nella scelta del cibo, dagli anni '70 la specie si è diffusa anche nell'entroterra, spingendosi fino ai grandi laghi alpini e ai bacini artificiali dell'appennino; a partire dagli anni 90 è presente come nidificante nei centri urbani di Trieste, Roma, Livorno, Genova .

La sua presenza nell'entroterra umbro è legata alla presenza delle acque interne, come il Lago Trasimeno, i bacini artificiali di Alviano, Corbara, Recentino e San Liberato, ed è possibile osservarlo lungo il corso del Tevere e del Nera, mancando solo nei tratti appenninici dei corsi d'acqua regionali e con presenze saltuarie presso la Palude di Colfiorito nel periodo autunnale.

Si nutre di pesci, piccoli mammiferi, uova e nidiacei, ma anche resti di origine animale ed ha imparato a trovare nutrimento nelle discariche, anche quelle più distanti dall'ambiente costiero come quelle sitauate nell'alto Tevere umbro, dove si possono osservare centinaia di individui (Paci, 1992).

Nidifica prevalentemente in colonie in prossimità delle coste, sulle falesie o tra la vegetazione al margine delle lagune e delle valli da pesca e solo occasionalmente presso corpi idrici all'interno, sui tetti degli edifici e localmente in campi coltivati.

Il Gabbiano reale (Larus michahellis) è il più grande dei due gabbiani regolarmente presenti in Umbria. Era stato segnalato come nidificante nel Parco Fluviale del Tevere, unico caso in Umbria, presso il Lago di Alviano da Laurenti e Messini nel 1994.

Questa volta una coppia ha scelto un pilone in mezzo ad un campo di grano, non lontano dal fiume ed in prossimità di una strada intensamente trafficata.

Alcune immagini dell'insolita nidificazione  http://cid-ce1dd702d72a49a1.skydrive.live.com/browse.aspx/Nidificazione%20del%20Gabbiano%20reale%20nel%20Parco%20Fluviale%20del%20Tevere?ct=photos

6月5日

Pendolino ricatturato nella Repubblica Ceca

image 

Quando è stato inanellato, ad ottobre del 2007, nel Parco Regionale Palude di Colfiorito presso la stazione di inanellamento della LIPU,

http://cid-ce1dd702d72a49a1.skydrive.live.com/browse.aspx/.res/CE1DD702D72A49A1!143

questo Pendolino pesava 9,3 grammi ed aveva un'ala lunga 5,6 cm; ad un anno di distanza è stato ricatturato ad 821 Km di distanza, nella Rep. Ceca !

http://cid-ce1dd702d72a49a1.skydrive.live.com/self.aspx/.res/CE1DD702D72A49A1!143/CE1DD702D72A49A1!211

2月27日

Uccelli e cambiamenti climatici

Negli ultimi 40 anni, circa il 60% delle 305 specie di uccelli presenti in inverno in America hanno spostato verso nord il loro areale di svernamento.
 
E' quanto emerge dal rapporto del gruppo di ricerca dell'associazione Audubon.
 
Una sintesi in lingua italiana si può leggre sul giornale on line il Tam Tam http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=11665 
 
11月17日

Ricattura estera a Colfiorito

 

Forapaglie--castagnolo
Ancora una ricattura straniera, questa volta  nel Parco Regionale di Colfiorito.

La palude di Colfiorito, situata tra Umbria e Marche in comune di Foligno (Perugia) ad una quota di 750 m.s.l.m, ospita un' importante varietà di specie, alcune delle quali inserite nella Lista Rossa nazionale, o, come il Forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon), nell'Allegato 1 della Direttiva 79/409/CEE.

Catturato presso la  stazione di inanellamento, nell'ambito del progetto di monitoraggio dell'avifauna affidato alla Lipu dalla Provincia di Perugia, il Forapaglie Castagnolo della foto (11,3 grammi di peso), era stato inanellato precedentemente in Croazia.

E' il secondo animale con anello straniero che ho avuto il piacere di incontrare a Colfiorito, l'altro è stato un Migliarino di Palude inanellato in Polonia http://birdwatchinginumbria.spaces.live.com/photos/cns!CE1DD702D72A49A1!179/

Ma Colfiorito non è speciale solo per questo ... mi verrebbe da citare il Tarabuso (Botaurus stellaris) o il Basettino (Panurus biarmicus http://birdwatchinginumbria.spaces.live.com/photos/cns!CE1DD702D72A49A1!143/ ), i rapaci in volo e sopratutto il paesaggio, un mosaico di ambienti e di colori che rendono veramente unica la permanenza alla Stazione di inanellamento .

11月6日

Monumento Naturale di Torre Flavia

Immagine 035 La palude di Torre Flavia, situata sul litorale tirrenico a pochi Km da Roma , si conferma come un importante area di sosta per gli uccelli durante la migrazione autunnale. Immagine 034

Durante la campagna di inanellamento, promossa dall'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Roma, sono stati inanellati molti individui appartenenti a diverse specie di uccelli in migrazione verso i quartieri di svernamento.

All'attività svolta dagli ornitologi hanno partecipato le scuole del territorio, un'occasione di crescita culturale e di valorizzazione delle risorse ambientali.

Da segnalare la cattura insolita di una Bigiarella (Sylvia curruca)  

 http://birdwatchinginumbria.spaces.live.com/photos/cns!CE1DD702D72A49A1!276/

 

e la ricattura di un Migliarino di Palude (Emberiza schoeniclus) con anello Ungherese http://birdwatchinginumbria.spaces.live.com/photos/cns!CE1DD702D72A49A1!179/

10月6日

EUROBIRDWATCH 2008

  IMG_1511 IMG_1533

Nel Parco Fluviale del Tevere le giornate europee dedicate all'osservazione degli uccelli sono state due piacevoli giornate all'aria aperta, dove grandi e piccini hanno potuto osservare specie ed ambienti caratteristici di questo territorio.

123 individui appartenti a 27 le specie osservate tra sabato, alla stazione di inanellamento di Titignano,

http://www.inanellamentoitalia.it/stazioni_stat.asp?id=130

e domenica, presso l'Oasi di Alviano, sulla quale consiglio la lettura della pagina

http://www.orvietosi.it/corsivo.php?id=1057&lim=0

Per tutte le notizie sull'evento coordinato in Italia dalla Lipu, vai alla pagina :

  LIPU - News - EUROBIRDWATCH 2008: PELLICANO E STERNA MAGGIORE, SICILIA REGINA DEL BIRDWATCHING________

10月3日

4 e 5 OTTOBRE 2008: TORNA L’“EUROBIRDWATCH” nel Parco Fluviale del Tevere

European  Birdwatch,  patrocinata dal Corpo forestale dello Stato e da Federparchi, promossa da BirdLife International in contemporanea nei vari Paesi  e coordinata dalla Lipu in Italia, http://www.lipu.it/news/no.asp?710 

 

nel Parco Fluviale del Tevere avrà il seguente programma :


Sabato 4 ottobre - Stazione di cattura ed inanellamento a scopo scientifico. località Titiganano, Orvieto
dalle 9.00 alle 12 sarà possibile partecipare alle attività di inanellamento dei passeriformi


Domenica 5 Ottobre - Oasi di Alviano - località Madonna del Porto, Guardea
Mattinata di Birdwatching sul lago. Appuntamento ore 9.30


La partecipazione è libera e gratuita, ma è necessario prenotare

Centro Studi Ornitologici "Antonio Valli da Todi"       centrostudiornitologici@hotmail.it

9月26日

XIV campagna di inanellamento nel Parco di Coto Donana, Spagna

  Dal 10 al 20 settembre ho partecipato alla campagna di inanellamento promossa dalla Stazione Biologica di Coto Donana , nel sud della Spagna.

Il Parco di Coto Donana, http://www.andalucia.com/environment/protect/donana.htm è uno dei parchi più importanti in Europa e ospita alcune delle specie animali maggiormente in pericolo di estinzione, come l'aquila imperiale spagnola e la Lince iberica.

I volontari, provenienti dalla Spagna e dall'Inghilterra, sono stati ospitati in una casa nel paese El Rocio,  ad 1 km circa dall'ingresso di  Manecorro. La campagna di inanellamento ancora in corso si concluderà il 7 novembre, la partecipazione dei volontari sempre ben accetta. Maggiori informazioni si possono trovare nella sezione "Progetti" all'indirizzo http://www.inanellamentoitalia.it/

17-09-2008 18.39.15_0123Per il monitoraggio della migrazione post-nuziale dei passeriformi sono state utilizzate le mist-net ( di produzione italiana!), poste ai margini della palude ed il bosco di pini. Dall'alba al tramonto abbiamo svolto l'attività di cattura ed inanellamento dei passeriformi, principalmente Balia nera, Sterpazzola, Pigliamosche, Luì grosso, diretti ai quartieri di svernamento in Africa.

Grazie a Robin, appassionato Birder inglese, ho visitato due aree umide presenti nelle vicinanze del Parco, Dehesa di Abajo e il Parco Naturale Odiel http://www.ayuntamientohuelva.es/ciudad/puerta/web/b1a.htm

 

Non poteva mancare una giornata a Tarifa per l'osservazione dei rapaci e degli altri uccelli veleggiatori che utilizzano le correnti termiche per scivolare dalle coste europee a quelle africane. Anche qui diversi volontari si godevano lo spettacolo partecipando alle attività di monitoraggio organizzate da Migres http://www.fundacionmigres.org/

Per concludere voglio ringraziare il responsabile del progetto, José Luis Arrojo, ed i partecipanti al campo di inanellamento, Ivan, Paloma, Juan Lu, Ruben, "Padre Antonio", Cloe e Robin.

10-09-2008 18.02.09_0023La stazione di inanellamento nel Parco di Coto Donana

Album fotografico http://birdwatchinginumbria.spaces.live.com/photos/cns!CE1DD702D72A49A1!533/

 

 

 

Daniele Iavicoli

7月31日

Ricattura di Pendolino in Polonia

image  Un Pendolino (Remiz pendulinus)  nel suo primo anno di vita, inanellato il 17.10.2007 a  Torre Flavia   è stato ricatturato il 21.6.2008, dopo 248 giorni, in Polonia a Suszka - (Dolnoslaskie - Poland) ad una distanza di 1019,86 km .

Il giorno dopo è stato ricatturato ricatturato un altro Pendolino inanellato in Germania.

Vista così sembra che le ricatture siano all'ordine del giorno, ma in realtà non è affatto così. La percentuale di cattura nei passeriformi è molto bassa, inferiore all'1% (L'inanellamento scientifico degli uccelli nella ricerca scientifica e nella gestione dell'ambiente. 1994. Euring, Unione Europea per l'inanellamento)

L'importanza di quest'area umida sulle coste del Mediterraneo è già  stata evidenziata dal confronto con altre aree umide dell'Italia centrale (Centro Habitat Mediterraneo (Roma), Lago Lungo e Ripasottile (Colli sul Velino, Rieti),  Palude di Colfiorito (Foligno) (Sorace A., Battisti C., Gustin M., Rossi F., Cecere J. Savo S., Demartini L., Duiz A., Riello S., Iavicoli D., Romano C., 2006. Confronto tra le catture autunnali in quattro zone umide dell'Italia cantrale,  IX Convegno Nazionale degli inanellatori italiani) .

Informazioni più dettagliate sul Monumento Naturale Palude di Torre Flavia si possono trovare in:  Corrado Battisti (a cura di), 2006. Biodiversità, gestione, conservazione di un area umida sul litorale tirrenico : la palude di Torre Flavia. Provincia di Roma, Gangemi editore 496 pp.

5月30日

"Bentornata Sterpina ! La migrazione primaverile vista da vicino" . I risultati del progetto realizzato con il contributo del Parco Fluviale del Tevere.

Domenica 18 maggio sotto una pioggia scrosciante si è conclusa la manifestazione che ha avuto come palcoscenico naturale la Zona a Protezione Speciale IT 5220024 "Valle del Tevere: Laghi di Corbara ed Alviano".

Presso la Stazione di cattura ed inanellamento a scopo scientifico, ospitata dall'Azienda Fattoria di Titignano, non siamo mai stati soli. Tanti sono stati i visitatori che, sfidando anche i giorni di tempo incerto, si sono uniti agli ornitologi impegnati nel monitoraggio della migrazione primaverile.

Turisti,  studenti dell'Università di Perugia, famiglie con bambini residenti nell'area del Parco e nella Regione, tutti hanno potuto osservare da vicino le specie che venivano man mano inanellate e subito rilasciate, restando affascinati dalla diversità biologica e dall'apparente fragilità di queste specie che sono intorno a noi.

L'attività di ricerca, svolta per 13 domeniche consecutive, aveva come obbiettivo lo studio della migrazione primaverile dei passeriformi attraverso il corridoio naturale rappresentato dalla valle del Fiume Tevere.

In tutto le catture sono state 251;  stati esaminati 207 individui appartenenti a 24 specie di uccelli, 22 passeriformi e 2 non-passeriformi, 176 gli individui inanellati e 55 gli individui ricatturati già inanellati negli anni precedenti presso la stazione ornitologica.

Due sono le specie nuove per la Stazione, la Sterpazzola e la Tortora, mentre 3 specie,  il Fringuello, il Regolo e lo Sparviere, non erano presenti nel campione rilevato l'anno precedente nello stesso periodo.

Le specie inanellate con maggior frequenza durante la migrazione primaverile, compresa tra il 21 febbraio ed  il 20 maggio, sono

Capinera 15,4 %
Pettirosso 14,9 %
Sterpazzolina 13 %
Merlo 10,4 %
Codibugnolo 9,1 %
Zigolo nero 5,3 %

 

Tra le specie inanellate, la Tortora ed il Fanello risultano avere uno stato di conservazione sfavorevole in Europa (BirdLife International, 2004)

grafico-catture-per-data

3月22日

UGIS - Il grande viaggio degli uccelli

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Il grande viaggio

Fascino e mistero accompagnano da sempre il volo degli uccelli dalle aree di nidificazione ai siti di svernamento e il successivo ritorno.
di Armando Gariboldi - Parchi e Riserve Naturali n.1/2005

Da oltre 100 milioni di anni le migrazioni degli uccelli costituiscono uno dei fenomeni più affascinanti e misteriosi del mondo naturale. Evolutesi probabilmente con i profondi mutamenti climatici ed ambientali del Cretaceo, le migrazioni hanno da sempre affascinato il genere umano, che si è a lungo interrogato sulle repentine apparizioni e sparizioni di molte specie di uccelli, a volte proponendo spiegazioni oggi ridicole. Ancora nel XVIII secolo il grande Linneo credeva che in autunno le rondini si immergessero nelle paludi gelate, da dove riaffioravano in primavera in forma di anfibi. Una teoria, questa della trasmutazione delle specie, che trova origine addirittura nel pensiero di Aristotele (IV sec. a.C.), forse il primo a riportare considerazioni sulle migrazioni degli uccelli nel suo “Historia animalium”, seguito nei secoli successivi da personalità come Plinio il Vecchio (I sec. d.C.) od il naturalista francese Buffon (XVII sec.) e sino ai giorni nostri, dove le migrazioni sono tuttora oggetto di centinaia di articoli e studi scientifici ogni anno.

Eppure, dopo tanti anni di ricerche e nonostante gli indubbi progressi conoscitivi su questo fenomeno, sono ancora molte le domande che non hanno ancora ottenuto piena risposta. Perché gli uccelli migrano? Lo fanno tutte le specie e tutti gli individui? Dove vanno e che percorsi seguono quando si spostano? Come fanno ad orientarsi?

È stato accertato che non tutte le specie di uccelli migrano, ma la maggioranza di essi compie comunque spostamenti più o meno lunghi, per poter raggiungere l'obiettivo finale: sopravvivere! Infatti le variazioni climatiche stagionali ed ambientali si traducono, in buona parte delle aree del pianeta, in carenza di cibo e in situazioni sempre più difficili (freddo, terreno innevato, assenza di vegetazione, meno disponibilità di luce) per poterlo reperire. Ecco allora la convenienza a spostarsi, proprio come fanno peraltro anche moltissime altre specie di animali: dalle farfalle Monarca, alle balene, sino a gnu e bisonti. Per alcune specie ornitiche (per esempio quelle alpine come il Picchio muraiolo o la Cincia dal ciuffo) ciò significherà compiere movimenti altitudinali, scendendo dalle alte quote verso le zone più confortevoli di fondo valle. Ma per molte altre migrare vorrà dire compiere pericolosi viaggi di migliaia di chilometri, che in alcuni casi potranno anche durare mesi, attraverso deserti, mari e montagne, sfidando le mille insidie della natura e dell'uomo. Tra gli uccelli la migrazione più lunga conosciuta è quella della Sterna artica, che dalle falesie e spiagge dei mari del Nord, raggiunge addirittura quelli Antartide, dopo un viaggio medio di oltre 17.000 Km.! Ma anche la piccola Cannaiola verdognola, dall'Europa al Sud Africa, o il Falco della Regina, che arriva sino al Madagascar, non scherzano! Per compiere questi viaggi gli uccelli si attrezzano con sofisticati adattamenti fisiologici e strategie comportamentali. In particolare intensificano l'attività trofica, integrata da cibi ricchi zuccheri e modificano il metabolismo aumentando la sintesi dei lipidi. Tutto ciò permette un rapido accumulo di grasso che in alcuni casi (es. Beccafico) si manifesta con un aumento di peso anche del 70-80%.

Al pieno di benzina si affianca poi la revisione della macchina. Ovvero nelle settimane che precedono la partenza la maggior parte degli uccelli migratori rinnova il proprio piumaggio attraverso la muta, totale o parziale e con diverse varianti, in modo da aumentare l'efficienza del volo e quindi risparmiare energia. Le fasi di preparazione, che si manifestano spesso attraverso una progressiva inquietudine, e soprattutto il momento della partenza sono regolati da una sorta di complesso “orologio biologico interno” di tipo ormonale e neuronale che a sua volta risente del fotoperiodo, delle temperature esterne e di altri fattori ambientali.

Per molti aspetti la migrazione è una gara contro il tempo: per accumulare energie, per raggiungere una buona efficienza del piumaggio, per partire nel momento atmosferico migliore, per raggiungere prima di altri le zone di alimentazione lungo il tragitto. Per questo appena è possibile gli uccelli partono. Addirittura i maschi di alcune specie, una volta espletata la loro funzione di riproduttori, se ne vanno senza aspettare le femmine o i giovani. Uno dei migratori più precoci è per esempio il Cuculo, che non ha bisogno di impiegare tempo nell'allevamento della prole, lasciata in eredità alle specie parassitate. Le strategie migratorie sono comunque molto ampie e diversificate e si può dire che quasi ogni specie ha messo a punto il suo modello migliore. Nella maggior parte di quelle che migrano a breve o media distanza, ad esempio, le femmine si spostano più lontano dei maschi ed i giovani più lontano degli anziani. E' il caso della Sula, di molti gabbiani o di limicoli come il Combattente, i cui maschi, più grossi di femmine e giovani, possono svernare a latitudini più alte. Tra l'altro questa soluzione permetterà ai maschi, in primavera, di giungere nelle aree di nidificazione prima delle femmine, in modo da cominciare a scegliere i territori migliori.

Il volo migratorio, anche per specie solitamente diurne, avviene nella maggior parte dei casi di notte, quando il dispendio energetico è minore e ci si può orientare con le stelle. La possibilità di percepire il campo magnetico terrestre e i riferimenti geografici appresi sono poi gli altri principali elementi che sembra consentano l'orientamento durante il volo.

I percorsi seguiti sono un misto tra quanto indotto da un istinto formatosi nel corso di migliaia di generazioni e tra quanto appreso e trasmesso con l'esperienza dagli individui più anziani. Per esempio nelle oche gli individui più esperti si danno il cambio come capi-stormo guidando il resto del gruppo. Fermo restando che non sempre la via migliore è quella più breve.

Molti uccelli (es. rondini ed altri piccoli Passeriformi) migrano volando su un fronte allargato (“passo” su fronte ampio), ma i principali elementi del paesaggio come fiumi, montagne, coste e isole possono fungere da riferimenti influenzando la direzione di migrazione a livello locale (fronte ampio guidato). Ostacoli geografici (es. Alpi) possono poi far confluire gli uccelli verso territori circoscritti e comportare quindi una concentrazione temporanea (via di “passo” di massa), mentre solo un numero ridotto di specie (es. la Cicogna bianca o alcuni rapaci) migra in veri e propri stretti corridoi (migrazione a imbuto).

Per la sua posizione al centro del bacino Mediterraneo e per la particolare conformazione, l'Italia costituisce un vero e proprio ponte tra l'Europa e l'Africa, attraversato due volte all'anno da un incessante flusso di centinaia di milioni di uccelli. Per questo in quasi ogni zona del nostro Paese è possibile osservare il passaggio dei migratori tuttavia, come detto, esistono alcune vie preferenziali di transito, più frequentate di altre. Innanzitutto i percorsi che consentono di ridurre al minimo i pericolosi passaggi in mare aperto; per tale motivo il sistema sardo-corso e le piccole isole del Canale di Sicilia e del Tirreno rappresentano dei punti strategici di sosta, dove riprendere le forze prima di spiccare nuovamente il volo. Poi le linee di costa adriatica e tirrenica ed il corso dei fiumi più grandi, come il Po, che permettono ai migratori di avere punti di riferimenti per il volo “a vista”. In questi casi le “stazioni di servizio” per la sosta, specialmente di specie acquatiche, sono le zone umide costiere, i delta, le foci e le grandi isole fluviali. Anche la lunga e boscosa dorsale appenninica è una sorta di autostrada seguita da molte specie, soprattutto di rapaci e Turdidi. Molte di queste vie sono usate spesso sia per la migrazione primaverile sia per quella di ritorno autunnale, mentre altre sono utilizzate solo in una stagione. Per esempio nel caso della Quaglia vi è una direttrice principale primaverile che unisce la Tunisia all'Italia, attraverso Roma e Ancona, all'Europa centro-orientale, attraversando prima il Tirreno e poi l'Adriatico. In autunno i gruppi in migrazione seguirebbero in parte la stessa direttrice, ma in parte si muoverebbero seguendo una direttrice occidentale (Francia-Spagna-Africa nord-occidentale), in una sorta di movimento circolare.

Peraltro queste vie principali di passaggio, che seguono soprattutto la direttrice sud-ovest/nord-est, si dividono ed incrociano in mille diramazioni secondarie. Ecco allora che alcuni punti di confluenza di queste vie diventano dei veri e propri “colli di bottiglia” dove convergono migliaia di animali che, nelle giornate favorevoli (es. dopo una tempesta o un temporale, con bel tempo e vento leggermente sostenuto), formano concentrazioni spettacolari con il continuo passaggio di gruppi più o meno numerosi, anche interspecifici. Il più famoso ed importante sito di questo tipo, in Italia, è certamente lo stretto di Messina. Ma anche l'osservazione contemporanea, ai primi di settembre, di centinaia di falchi pecchiaioli che arrivano dalla pianura padana in val Stura e val Maira, per passere in Francia e poi scendere verso la Costa azzurra, è uno spettacolo indimenticabile. Così come l'arrivo, in aprile, di centinaia di balie nere, cutrettole, averle, luì verdi e grossi,rondini, codirossi ed altre decine di specie di piccoli uccelli sulle sponde del laghetto “Specchio di Venere”, l'unica zona umida di Pantelleria. Animali che, quasi immobilizzati dalla stanchezza per il lungo volo sul Sahara, si lasciano avvicinare sino a pochi metri.

Tuttavia per i migratori il viaggio non è facile. Sebbene la mortalità naturale legata allo stress migratorio, contrariamente a quanto normalmente si crede, sia in genere piuttosto bassa, il calo che si sta osservando negli ultimi anni di molte popolazioni di uccelli migratori sembra essere piuttosto legato a cause antropiche, come le profonde modifiche ambientali nelle zone di svernamento, in quelle di transito e nei siti riproduttivi. Il bracconaggio è un altro fattore di impatto importante, soprattutto nei paesi mediterranei. In Italia zone come le prealpi bresciane e bergamasche, le isole pontine e quelle del golfo di Napoli o, ancora almeno in parte, lo Stretto di Messina, sono terreno minato per ogni volatile di passaggio. Ciò in barba alle leggi nazionali e comunitarie. In particolare violando la fondamentale Direttiva “Uccelli” n.409/79/CEE, di cui proprio quest'anno ricorre il 25°, che tutela l'avifauna europea. Una legge che non solo cerca di preservare il futuro di questi animali ma ne sottolinea ancora una volta l'importanza ed il valore in quanto patrimonio dell'intero continente europeo.

Progetti in corso

Anche in Italia sono attive varie ricerche dedicate a monitorare ed approfondire il fenomeno delle migrazioni nel nostro Paese. Il primo per complessità ed età è il già citato (vedi Parchi & Riserve n….) progetto nazionale “Piccole isole”, coordinato dall'Istituto Nazionale Fauna Selvatica (INFS) per studiare il flusso migratorio, attraverso l'inanellamento, in molte stazioni poste sulle isole minori e sulla costa. Ad esso se ne affiancano altri, più recenti e dedicati a gruppi di specie o all'utilizzo di metodologie specifiche. Per esempio la LIPU coordina un progetto di monitoraggio dei flussi migratori nelle isole circumsiciliane ed in particolare nelle Egadi, oltre a quello storico, ma con valenze soprattutto di antibracconaggio, nello stretto di Messina. Il progetto “Migrans” nato nel 1991 e coordinato dal P.N. Alpi Marittime, cerca invece di coordinare le attività di studio sulle migrazione dei rapaci, con particolare attenzione a due specie quali Biancone e Falco pecchiaiolo. Da poco concluso invece è il progetto “Moonwatching”, coordinato dalla stazione ornitologica svizzera di Sempach che studiava le migrazioni notturne.

Tutti questi progetti prevedono quasi sempre l'attivazione di stazioni o campi di ricerca a cui si può sovente partecipare a titolo volontario. Ricordiamo infine che l'inanellamento scientifico fa riferimento al coordinamento nazionale dell'INFS (a sua volta parte del coordinamento europeo EURING) e può essere svolto solo da personale ufficialmente abilitato dotato di apposito “patentino” ottenuto solo dopo specifici esami.

Paradisi italiani dei migratori

Sono oltre una ventina (tutti riportati sulla nostra grande cartina), i principali siti italiani dove potere osservare lo straordinario passaggio dei migratori. Il periodo migliore resta il trimestre marzo-maggio, mentre in autunno le migrazioni “di ritorno” verso i quartieri di svernamento sono più disturbate dal tempo atmosferico e dalla caccia. Tralasciando quindi i siti dove la presenza dei bracconieri rende poco piacevole la presenza dei birdwatchers (con l'esclusione dello stretto di Messina in primavera, che rappresenta comunque un “must” per ogni appassionato di ornitologia), suggeriamo invece quelli più idonei, anche in relazione alla possibilità di osservare alcune specie piuttosto che altre. Ecco allora che, per gli appassionati di anatre, aironi, sterne, gabbiani e limicoli, zone come il corso e soprattutto il delta del Po, la Lomellina, la foce dell'Isonzo, le lagune costiere dell'alto adriatico (Grado, Marano, Venezia), le saline di Cervia e Manfredonia rappresentano i posti migliori, assieme alle ultime lagune costiere del Tirreno, come quelle del Circeo, di Orbetello e di Migliarino-Massaciuccoli. Nelle stesse zone può capitare anche l'incontro con decine di cicogne e migliaia di gru. Per gli eleganti fenicotteri la Sardegna è la regione dove andare, nelle lagune salmastre del Sinis e soprattutto negli stagni attorno a Cagliari. Le falesie rocciose della grande isola e di quelle delle isole attorno ad essa (a cominciare dalI'isola di S.Pietro) sono anche i posti migliori per osservare l'arrivo Falco della regina, rapace migratore per eccellenza. Tutte le piccole isole italiane sono poi i luoghi ottimali per assistere al passaggio di migliaia di piccoli uccelli: luì, capinere, saltimpali, stiaccini, monachelle ma anche rigogoli, upupe, ghiandaie marine e gruccioni si possono vedere ad Ustica, Pantelleria, Marittimo, Capraia, assieme anche a molti rapaci come nibbi, albanelle, falchi di palude e magari qualche aquila minore. Nelle isole Pontine e in quelle del Golfo di Napoli, oltre ai piccoli Passeriformi, abbiamo invece un grande flusso di quaglie, tortore e colombacci, così come all'isola d'Elba e nelle piccole isole del golfo di La Spezia. Per gli appassionati di rapaci le montagne dell'entroterra ligure e del Cuneese possono riservare insospettate sorprese, soprattutto per il notevole passaggio di bianconi e falchi pecchiaioli.

Tra agosto e settembre merita infine una visita la splendida palude di Colfiorito, nel cuore dell'Umbria, dove sostano migliaia di rondini, spesso attivamente cacciate da falchi lodolai e pellegrini, proprio come i grandi branchi di pesci vengono seguiti e attaccati dagli squali.

Alcuni numeri sulle migrazioni

Ogni anni si stima che svernino in Africa oltre 5 miliardi di uccelli. Il record di volo migratorio conosciuto è della Sterna artica o codalunga con quasi 25.000 Km. ini alcuni individui; poiché questo uccello può vivere anche 25 anni, la distanza coperta nella sua vita solo per gli spostamenti migratori può raggiungere un ordine di grandezza attorno ad 1 milione di km!

La distanza media di un migratore europeo diretto in Africa e di 5000 Km., compiuti in circa 100 giorni. La maggior parte degIi uccelli europei compie tappe con un avanzamento giornaliero 60-75 km tra i piccoli migratori a lungo raggio (beccafichi e capinere). Rondini, sterne e limicoli compiono invece tratte di 150-200 Km. al giorno. Sono rare le specie di uccelli europei che compiono il volo migratorio in un'unica o in poche tappe. Tra queste spicca il Beccaccino, con percorsi no-stop di 5000-7500 Km.

La velocità del volo non sempre è costante; tende ad aumentare durante il superamento di barriere (es. montagne e deserti), mentre presso alcune specie gli adulti volano più veloci dei giovani. La velocità di crociera di alcune specie: Colombaccio e Germano reale 60 km/h, Rondone 40 km/h, Cinciarella 29 km./h.

Anche l'altezza del volo è variabile tra le specie, in relazione al tipo di territorio che si sta attraversando. In Europa sono le oche ed i cigni a raggiungere le quote maggiori ( sino a 8000-8500 m.), mentre la maggior parte delle specie si sposta rimanendo sotto i 2000 m. Il record mondiale conosciuto è quello di un Grifone di Ruppell (Gyps rueppelli), finito nei reattori di un aereo nei cieli sopra la Costa d'Avorio, ad una quota di 11.300 m.!

Infine in Italia il punto di maggior concentrazione di migratori è lo stretto di Messina, con un passaggio di 18.000 individui di media solo considerando i rapaci ed i grandi veleggiatori (es. cicogne).

Il segreto dei balestrucci

Dove vanno i balestrucci dopo aver superato il Sahara? In tutta l'Africa, dalle savane della Tanzania alle foreste della Nigeria, è possibile osservare rondini in gran numero ma quasi nessun balestruccio, sebbene si possano vedere ancora abbondanti in Tunisia e nelle regioni nord-africane.

Eppure questi uccelli sono facili da riconoscere e difficilmente si confondono con altre rondini africane. Che fine fanno?

Una recente teoria, ancora tutta da provare, ipotizza che essi assumano abitudini simili a quelle dei più grandi rondoni, passando in aria gran parte dei mesi trascorsi nelle zone di svernamento. Una conferma a tale teoria verrebbe dalla la presenza di peluria sulle loro zampe, che servirebbe per disperdere meno il calore quando sono a migliaia di metri di quota, dove l'aria è più "leggera" ma anche più fredda.

La migrazione della cicogna nera in diretta

Sul sito http://www.rozhlas.cz/odysea/html/Nova_odysea_2eng.pdf è possibile seguire il bel resoconto sulle rotte di cicogne nere "radiomarcate" e monitorate dall'Europa Centrale fino all'Africa. Tutte...tranne una. L'unica che si è azzardata a passare dalla Calabria attraverso lo Stretto di Messina. Morta ammazzata, probabilmente da una fucilata. Uno stimolo in più per partecipare ai campi di studio e sorveglianza che ogni anno, a maggio e a settembre, le associazioni ambientaliste organizzano sullo Stretto.

La misteriosa migrazione del biancone

La migrazione post-riproduttiva lungo la penisola italiana del Biancone (Circaetus gallicus), una sorta di piccola aquila che si nutre soprattutto di rettili ed in particolare di serpenti, è a dir poco particolare ed in buona parte ancora avvolta nel mistero. Infatti, al contrario di quasi tutte le altre specie, pochissimi bianconi vanno verso Sud lungo lo Stretto di Messina o altre rotte tirreniche; piuttosto la stragrande maggioranza della popolazione peninsulare italiana compie uno strano percorso a ritroso salendo verso Nord, lungo la costa tirrenica per poi seguire l'arco ligure e dirigersi verso Gibilterra, da dove raggiungere l'Africa. Questo tipo di migrazione è detta “circuitale” e in Italia è ancora sconosciuto il cosiddetto "passaggio a Nord-ovest", cioè il valico dove il grosso dei bianconi dalle Alpi Apuane giunge su Arenzano e l'entroterra ligure per poi scendere verso la Costa Azzurra.

Per localizzare questo sito (o più siti) e per studiare la spettacolare migrazione del Biancone, l'Associazione EBN-Italia organizza ogni anno a metà settembre dei campi di osservazione aperti a tutti gli appassionati. Per saperne di più: http://www.ebnitalia.it

UGIS - Il grande viaggio degli uccelli

2月17日

Bentornata Sterpina !

_136098 La migrazione primaverile vista da vicino

Nonostante il freddo di questi ultimi giorni, la primavera è prossima , è nelle giornate che si allungano, nei primi fiori che si schiudono. Per milioni di uccelli, grandi e piccoli, si avvicina il momento di lasciare i quartieri di svernamento e di tornare nei luoghi di nidificazione.

La nostra Penisola è attraversata da diverse rotte migratorie che congiungono l’Africa sub-Sahariana all’Europa continentale, e la migrazione primaverile è oggetto di uno studio sistematico sulle piccole isole del Mediterraneo e in molte località costiere.

Per molti appassionati è un momento da non perdere, un’occasione per osservare uccelli che sono solo in transito, che compaiono dal mare silenziosi come ombre, per scomparire poco dopo scivolando sulle ali aperte o con decisi battiti d’ala.

Un fenomeno naturale, osservato fin dall’antichità, che non cessa di affascinarci, arricchendosi sempre di nuovi particolari grazie alla ricerca che si avvale di tecniche sempre più sofisticate.

Il primo sistema utilizzato per studiare le migrazioni è stato quello dell’inanellamento, che consiste nell’apporre un piccolo anello alla zampa dell’animale. Il ritrovamento degli uccelli inanellati ha permesso di scoprire che alcuni di essi attraversano il globo intero, come nel caso della Sterna comune che si sposta dalla Nuova Zelanda alla Svezia, o che in “soli” 27 giorni una rondine si è spostata dal Sud Africa all’Inghilterra.

La tecnica dell’inanellamento consente di monitorare molti altri aspetti della vita degli uccelli, fornendoci risposte utili nella gestione della fauna e dell’ambiente. Le attività di inanellamento in Italia sono coordinate dall’Istituto Nazionale Fauna Selvatica, che rilascia le autorizzazioni, gli anelli e gestisce la banca dati nazionale. E siccome gli uccelli non conoscono confini, dalla collaborazione con gli altri centri di ricerca è nato l’EURING, che gestisce l’archivio centralizzato dei dati di ricattura degli uccelli inanellati in Europa.

L’iniziativa “Bentornata Sterpina! La migrazione vista da vicino”, patrocinata dal Parco Fluviale del Tevere, si propone di monitorare la migrazione degli uccelli lungo il corridoio naturale rappresentato dal corso del fiume e di offrire la possibilità al pubblico di conoscere da vicino quelle specie che utilizzano l’area in questo periodo dell’anno.

Nel primo anno di monitoraggio della migrazione primaverile sono stati inanellati 157 individui appartenenti a 23 specie; tra queste la Sterpazzolina, o sterpina, piccolo uccello insettivoro che torna per nidificare nei cespuglieti e negli arbusteti ai margini dei boschi.

Nel periodo compreso tra il 23 febbraio ed il 18 maggio, tutte le domeniche dalle 9.00 alle 12.00 sarà possibile assistere alle operazioni di inanellamento svolte presso la Stazione Ornitologica di Titignano.

La visita è gratuita ma è necessaria la prenotazione.


Maggiori informazioni sono disponibili sul portale dei Parchi Italiani all’indirizzo:

http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=2241


Per informazioni e prenotazioni : Fattoria di Titignano tel. 0763.308.000

http://www.titignano.com/it/titignano_stazione_cattura.html

1月24日

Bentornata Sterpina !!

  

Bentornata … Sterpina ?

 

Che razza di nome ! Eppure rende bene l’idea, per un uccello dal peso medio di  10 grammi che trascorre parte della sua vita ai margini dei boschi, tra i cespugli rovo e di ginestra e gli arbusti di ginepro.

Il suo vero nome italiano è Sterpazzolina, quello scientifico, in latino, è Sylvia cantillans. E’ un piccolo uccello insettivoro che  sverna in Africa Sub-Sahariana e ogni primavera migra per tornare a riprodursi nel bacino del mediterraneo.

In Umbria è presente fino a 1100 metri di quota ed è risultata la specie dominante nell’ambiente circostante la Stazione di Inanellamento di Titignano, dove nel corso del 2006 sono stati inanellati 55 individui (14 maschi, 15 femmine e 26 giovani); i dati raccolti hanno contribuito alla ricerca sulla caratterizzazione genetica delle popolazioni italiane realizzata dell’Università di Milano e dall’Istituto Nazionale Fauna Selvatica.

Partecipa all’iniziativa “Bentornata Sterpina” per festeggiare con noi  il ritorno di questo piccolo animale ed il secondo anno di monitoraggio della migrazione primaverile nel Parco Fluviale del Tevere.

Grazie alla presenza di esperti ornitologi potrai conoscere da vicino non solo questo piccolo uccello, ma tutte le altre specie che in questo periodo dell’anno frequentano l’ambiente di studio.

 

Citazione

Bentornata Sterpina !!
Bentornata Sterpina !!
Tenuto da: Centro Studi Ornitologici "Antonio Valli da Todi"
Data e ora: domenica 24 febbraio 2008 alle 9.00
Nome località: Titignano, Orvieto, (Terni)
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11月11日

Indagine sull'associazionismo ornitologico amatoriale italiano

di M. Frassinet, sul numero 18 - Ottobre 07 della rivista elettronica "Quaderni di Birdwacthing" a cura di EBN - Italia

Snowfinch day 2007

Bel successo dell'iniziativa della Stazione Ornitologica di alta quota di Campo Imperatore (L'Aquila) come ci racconta Eliseo Strinella nel numero 18 di ottobre 07 della rivista elettronica Quaderni di Birdwatching
10月2日

Eurobirdwatch 07

Sabato 6 e domenica 7 Ottobre
nel Parco Fluviale del Tevere, il borgo di Titignano  sarà uno dei luoghi dell'iniziativa Eurobirdwacth 07 http://www.lipu.it/news/no.asp?557  dedicata agli uccelli migratori ed il loro habitat
L'agriturismo Fattoria di Titigano ospita dal 2006 una Stazione di Inanellamento a scopo scientifico con la quale è stato condotto un progetto di monitaraggio sul ciclo annuale della comunità ornitica.
L'incontro, promosso dalla Lipu e dedicato all'osservazione degli uccelli e del loro ambiente, sarà l'occasione per avvicinare  quest'importante gruppo faunistico, che con con noi condivide le sorti del pianeta.
Visitando la stazione di inanellamento o passegiando per l'azienda si potranno osservare le differenti specie di uccelli che  utilizzano l'ambiente circostante durante tutto il corso dell'anno o durante questo periodo di migrazione verso i quartieri di svernamento.